ALTRIMEDIA LIBERTA' PC Agenda PC Lavoro PC Turismo WebReview PC Ricerca
giovedì 2 settembre 2010  
homemail


Sant'Antonino, tra i tesori gli affreschi dell'XI secolo
Fai, due giorni di visite guidate
Veleia, nuovo look per l'area archeologica
Cerca in pcTurismo

Info Point
Cosa vedere
Dove alloggiare
Dove mangiare
Itinerari
Prodotti tipici

Agenda
Guida dell'Espresso, Piacenza avanza
La ''Strada dei Vini e dei Sapori'' approda su internet
Risorge la Groppallo dell'anno Mille

In Scena
Dal Po il ''Sextariolus italicus''
La Madonna si veste di tulle e argento
Sulle tracce di Annibale

Servizi
Agenzie Viaggi
Elenchi Telefonici
Il Meteo a Piacenza
Le Cartoline di Piacenza e Provincia
Links Piacentini
Mappe
Noleggio Auto e Bus
Numeri Utili
Trasporti - Orari


Liberta' On Line
ALTRIMEDIA S.p.A.
Archivio LIBERTA'
Iniziative di LIBERTA
Libertà On Line
Museo della Stampa
PC Agenda
PC Lavoro
PC Turismo
PiacentiniNelMondo
Pubblicità Legale e Finanziaria
SpazioRotative
Speciali
Teleliberta'

DaVedere > Castelli
COSTA DI PRADELLO - La Torretta di San Bernardino


La casa-torre nel borgo antico
Per quanto riguarda più specificamente la casa-torre di San Bernardino di Bettola facciamo innanzitutto presente che siamo giunti alla sua individuazione partendo dalla toponomastica. Infatti il nome del luogo, "Torretta", ha subito destato il nostro interesse così come avvenne - sempre a Bettola - qualche anno fa con quello di "Torricelle", un tempo "Torricella", dove abbiamo individuato un’altra casa-torre, oggi purtroppo scomparsa, la cui presenza oltretutto risulta documentata in un atto conservato nell’Archivio Notarile di Piacenza, stando al quale nel settembre del 1515 Nicolò Nicelli, figlio di Lanfranco, locò a Bernardo Camia Chinelli 1/3 di una torre di quattro piani posta a Torricella.
Oltre al nome, "Torretta", anche il sito ci è subito parso interessante: un’altura da cui si dominano Bettola, buona parte dell’alta valle e le strade che la percorrono.
Su quest’altura, facilmente raggiungibile da via Monte Grappa, si trova un complesso architettonico composto - tra l’altro - da due palazzine addossate e in parte rimaneggiate, una con facciata in pietra e l’altra intonacata.
Tra i due edifici si apre un ampio ingresso - un tempo delimitato alla sommità da un arco e chiuso da un portone in legno - che immette in un cortiletto. Qui spicca una costruzione in pietra caratterizzata dall’accentuato sviluppo verticale, racchiusa ai lati da altre due costruzioni che le sono state addossate allorché - probabilmente a partire dal XVI secolo - venne inglobata in una signorile dimora.
Un sopralluogo all’interno dell’edificio ci ha consentito di individuarne le caratteristiche strutturali salienti: accentuato sviluppo verticale, notevole spessore dei muri (un metro circa) ed in origine unico grande locale per piano (metri 6 x 9 circa) un tempo forse diviso da tramezzi in legno. Da quanto sopra risulta evidente la possibilità di far rientrare il suddetto edificio nella categoria delle case-torri, tanto più che l’attuale tetto a due soli spioventi secondo noi la dice lunga sulla possibilità di un intervento di abbassamento, avvenuto in passato, delle sue strutture murarie per contingenti necessità di stabilità. Sappiamo infatti che questi fortilizi, a causa della pesante massa poggiante su una base piuttosto limitata, andavano soggetti a pericolose inclinazioni e a gravi lesioni delle loro strutture murarie dovute a cedimenti del terreno, per porre rimedio alle quali si era soliti provvedere all’abbattimento dei piani più alti sostituendo l’originaria copertura a quattro spioventi - com’è ancor oggi il tetto della casa-torre dei Ghezzi di Cogno San Bassano (Farini) - o la piattaforma coperta con un più semplice ed economico tetto a due spioventi.
Trasformato in moderna abitazione, oggi questo fortilizio risulta composto di due piani più il piano terreno che è stato diviso in più ambienti ma che presenta ancora il soffitto costituito da una grande trave portante - collocata al centro centro dell’originaria stanza - e da travetti. Invece i vani soprastanti non presentano più l’originaria soffittatura e hanno anch’essi subìto variazioni nella loro estensione.
Non sappiamo a chi appartenesse in origine questa casa-torre, però può essere interessante far notare che nel paramento murario di una delle case che si affacciano sul cortile è stata murata - non si sa quando ma gli anziani del luogo ricordano di averla sempre vista - una grande e pregevole decorazione scolpita nell’arenaria raffigurante un elegante cartiglio di gusto rinascimentale racchiudente l’arma gentilizia dei Nicelli: castello merlato con torre sovrastato da tre gigli e da un lambello (pezza araldica rettangolare, dalla cui parte inferiore si dipartono da uno a sette pendenti: nel caso dei Nicelli l’Araldica ne indica quattro ma alla "Torretta" se ne contano soltanto due).
Il fatto che questo stemma in alcuni punti della sua superficie presenti ancora tracce stratificate di imbiancatura ci fa pensare che in origine fosse posto all’interno di un’abitazione.
Certo, vista la sua attuale collocazione, saremmo tentati di collegarlo alla casa-torre della "Torretta" o, quanto meno, al palazzo annesso, ma il rigore scientifico cui ci ispiriamo ce lo sconsiglia.
A questo punto sarà bene fare presente che la storia medievale della Valnure è strettamente legata alle vicende della potente consorteria gentilizia dei Nicelli che la dominarono per secoli pur senza esercitare una vera giurisdizione feudale sulla valle stessa. Alcuni studiosi sostengono che questa famiglia potrebbe derivare da qualche ceppo franco o longobardo trapiantato nelle vallate piacentine. Secondo Emilio Nasalli Rocca, i Nicelli inizialmente furono livellari del Monastero di Bobbio e in seguito dovettero scontrarsi ed accordarsi con la Comunità di Valnure, importante formazione giuridico-amministrativa locale con sede a Bettola. Quanto all’origine del loro nome è opinione comune che derivi dalla località omonima dell’Alta Valnure, nei pressi di Mareto, che Giorgio Monaco identifica con il fundus nitielus - vicus nitelius della Tavola Alimentare Veleiate. Ricordiamo che anche questo villaggio è caratterizzato dalla presenza, tra le tante case in pietra che lo compongono, di una casa-torre. Vediamo ora di ritornare, dopo questa breve ma secondo noi utile divagazione storica, al complesso architettonico della "Torretta" di Bettola, per meglio esaminare le varie strutture di cui esso si compone, oltre alla già descritta casa-torre.
Infatti addossato al fortilizio vi è un palazzo cui si accede attraverso un caratteristico portale - collocato a sinistra sotto l’androne e confinante con la casa-torre - con gli stipiti composti da blocchi di pietra ben lavorata disposti alternativamente in posizione verticale ed orizzontale, mentre l’architrave è costituito da mattoni disposti di taglio. La porta a due battenti che chiude questo ingresso era provvista, in origine, di un sistema di chiusura di sicurezza simile a quello che abbiamo riscontrato nelle case-torri, costituito da una grossa trave si incastrava nel muro.

Una caratteristica tipologia di fortilizi



La casa-torre nel borgo antico


Il palazzo rinascimentale



© 1996 - 2007 Libertà On Line
© 1996 - 2008 Libertà On Line è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati.
Proprieta' letteraria di LIBERTA' quotidiano di Piacenza

© 1996-2002 - Realizzazione e gestione a cura di Liberta' On Line
Questo sito e' ottimizzato per Microsoft Explorer 5.x