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COSTA DI PRADELLO - La Torretta di San Bernardino


Il palazzo rinascimentale
Al di là della soglia d’ingresso si apre un elegante vano scala con volta a crociera.
Ad ogni piano la rampa ascendente e quella discendente sono separate da un muro centrale che nella parte superiore assume la conformazione di mensola e termina con una cornice avente funzione - unitamente ai peducci inseriti nelle pareti opposte - di base di sostegno della duplice volta con arco a sesto ribassato.
Da segnalare, nella pavimentazione del pianerottolo al primo piano, la presenza di una lastra di pietra dalle dimensioni veramente fuori del consueto.
I gradini sono in pietra - tranne quelli della prima rampa che risultano sostituiti da altri in cemento - e hanno una larghezza di circa un 1,4 metri.
Uno di essi reca scolpita la dicitura «Pietro Barbugli / li: 17 apri: 1817» che forse sta ad indicare la data di un avvenuto restauro.
Quanto al nome in essa riportato siamo dell’avviso che potrebbe riferirsi al proprietario di allora. Infatti, secondo informazioni ricevute dalla signora Anita Anselmi, i Barbugli - di provenienza ligure - avevano grandi proprietà immobiliari a Bettola.
I signori Bernizzoni, attuali proprietari di una porzione d’edificio, ci hanno detto che sino ad alcuni decenni fa in una stanza del palazzo c’era un grande ed artistico camino in "marmo rosa" i cui piedritti, che incorniciavano lateralmente il vano focolare, risultavano decorati con colonnette a torciglione. Il manufatto, purtroppo, è andato perduto. Sotto l’androne d’accesso al cortile, di fronte alla porta che immette al vano scala, si notano le tracce di un altro ingresso (ora tamponato) che consentiva accedere all’altra ala del complesso architettonico.
Qui - stando alla testimonianza di un altro condomino, il signor Luigi Mazzocchi - due stanze con soffitto a travi e travetti erano messe in comunicazione attraverso un’ampia apertura ricavata uno spesso muro in pietra (di circa 80 centimetri) e delimitata da pilastri ed arco. Uno di questi vani era fornito di un forno da pane che si distingueva per la considerevole capienza. Che si trattasse dell’originaria cucina della signorile dimora?
Sempre facendo riferimento a quest’ala di palazzo un altro abitante della "Torretta", il signor Mario Carmagnola, ci mette al corrente che un suo vicino di casa oggi scomparso, il signor Gino Bisagni, era solito raccontargli che lì un tempo aveva sede la "fabbrica della seta", alludendo con quest’espressione un locale adibito ad allevamento del baco da seta.
I più anziani bettolesi ricordano, infatti, che tanti anni fa alla periferia della borgata esistevano filari di gelsi.

Una caratteristica tipologia di fortilizi



La casa-torre nel borgo antico


Il palazzo rinascimentale



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