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ERBIA - Una rocca tra Valperino e Valnure

Castelli Piacentini : All rights reserved to legal owner. Le cronache narrano che nel 1539, dopo l'assassinio di Giovanni Camia detto "Il Grosso", la famiglia di quest'ultimo con un buon numero di armati a bandiere spiegate e con trombe, tamburi e pezzi d'artiglieria, si portò fino al maniero e lo devastò.


Gli antichi documenti ricordano la località e il suo castello sotto vari nomi: Herbia, Elbia, Nebbia, Nebla. Stando alla scritta scolpita in una pietra della torre, la fondazione sarebbe avvenuta nel l400 per iniziativa del giureconsulto Pietro Nicelli che voleva certo creare un valido avamposto atto a precludere l'accesso alla strada che, dalla Val Perino, portava alla Val Nure, zona da secoli sotto il dominio della sua famiglia. In seguito a divisioni fra i Nicelli, nel 1514 l'edificio passò a Pier Antonio.
Fra i vari esponenti della famiglia che nel 1539, dopo aver saccheggiato Bettola, trucidarono barbaramente Giovanni Camia, detto «Il Grosso», era anche Gian Francesco, signore di Erbia. Per rappresaglia i Camia, con un buon numero di armati a piedi e a cavallo, a bandiere spiegate, con trombe, tamburi e pezzi di artiglieria, si portarono a Erbia devastando ogni cosa.
Nel giugno del 1641 gli ultimi discendenti di tale ramo, Annibale e Gian Paolo (quest'ultimo arciprete di Santimento) vendettero il castello e sue pertinenze al rettore di Calenzano, don Giuliano Cavanna, che lo tenne fino alla sua morte (1659). Il castello passò in seguito, non senza contoversie legali, attraverso varie proprietà.
Fino al 1960 il castello è stato di proprietà dei discendenti del conte Giovanni Nicelli.
In alcune stanze dell'edificio si notano soffitti con tracce di stucchi e decorazioni con lo stemma affrescato dei Nicelli.

COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza lungo la statale Valtrebbia fino a Perino e quindi per il passo del Cerro fino alla deviazione per Erbia.

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