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TRAVO - Un antico centro celtico Castelli Piacentini : Il fortilizio controllava e difendeva lo sbocco della Valtrebbia e le strade d'accesso
A "Trivia", secondo la tradizione, il legionario cristiano Antonino fu martirizzato nel 303 d.C.
Le fonti storiche non indicano la data dell'incastellamento di Travo, l'antica Trivia, già centro celtico di primaria importanza e in cui stando alla tradizione nell'anno 303 d.C. il legionario cristiano Antonino fu martirizzato per non aver voluto sacrificare a Minerva Medica nel tempio ad essa dedicato, e che sorgeva nella vicina Caverzago. Si ipotizza che già nel secolo XII i Malaspina, signori di un vasto territorio che andava dalla Lunigiana alla pianura piacentina, disponessero in Travo di un fortilizio atto a controllare e difendere lo sbocco della vallata e le strade di accesso. Nel 1255 il castrum Trabani venne preso d'assalto e distrutto dalle milizie del marchese Oberto Pallavicino. Circa mezzo secolo dopo (1302) l'imperatore Alberto d'Austria concesse Trabano (unitamente a Pradovera, Pigazzano e Gazzola) a Riccardo Anguissola. Nel 1337 Bernardino Anguissola ottenne dal duca Azzo Visconti, l'investitura di Travo e Caverzago e, nove anni dopo da Luchino Visconti anche la signoria di Bobbio. Il castello e borgo fortificato di Travo, pur assumendo una notevole importanza a causa della sua ubicazione, non fu teatro di vicende belliche di particolare rilievo, infatti nelle antiche cronache si trovano scarsi accenni, contrariamente a quanto avviene per altri fortilizi minori, dello stesso territorio e facenti parte del «campo trincerato» degli Anguissola di Val Trebbia. Del primitivo impianto castrense rimane un edificio posto sul lato meridionale della piazza del paese che, se pure trasformato in palazzo, conserva «finestre trilitiche medioevali disposte su due ordini sovrapposti» che rappresentano una rarissima e preziosa testimonianza nell'Italia Settentrionale. A lato si erge la torre quadrata -sormontata da un'altana in mattoni successivamente aggiunta- attraverso la quale si accedeva al borgo protetto, da una parte, dal fiume e, dall'altra, dal castello. Nell'interno del paese che ricalca il tracciato del borgo antico, si nota un'altra torre quadrata con finestre dello stesso tipo di quelle del castello. Una terza torre rotonda è situata fra la prima e il fiume Trebbia. Nel castello fu spesso ospite la scrittrice piacentina Gianna Anguissola che vi compose alcuni dei suoi libri.
COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza lungo la statale 45 (a 27 km dalla città). [Segnala questa pagina]
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