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Rivive l'antico mulino Ritorna a macinare le castagne, dopo cinquant'anni di inattività, «U murein vecciou de Castignora» (il mulino vecchio di Castagnola, ndr). L'evento coincide con la conclusione dei lavori di restauro conservativo e funzionale dell'antico mulino, rinato grazie alla iniziativa ed al lavoro dei volontari della Associazione per lo Sviluppo Compatibile delle Alti Valli Piacentine ed al contributo e sostegno economico di enti pubblici e privati. L'appuntamento è per fissato per domenica 7 dicembre, alle ore 14.30, con una festa a base di piatti tipici (pane fatto in casa, polenta di castagne, pattona e molte altre specialità), alla presenza di numerose autorità che hanno già assicurato la loro presenza. «Credo che per la Valdaveto questo sia un evento straordinario - commenta con soddisfazione il presidente Andrea Agogliati che ha seguito il restauro sin dall'inizio - la rinascita del mulino era uno degli obiettivi primari della nostra associazione. Il suo consiglio direttivo voleva lasciare un segno concreto sul territorio, ed ora posso dire che è riuscito nel suo intento». I volontari della Asc, non solo di Castagnola, nell'estate del 2001 hanno iniziato a lavorare per recuperare una struttura destinata a rovina certa, «dopo aver messo in sicurezza i muri del mulino con tre tenditori, il primo lavoro è stato quello di recuperare lo stradello di accesso, che era praticamente inesistente - ricorda Agogliati - sono state necessarie centinaia di ore di lavoro e tonnellate di pietre per rifare il muro di sostegno». Stando alle prime indiscrezioni, ne è comunque valsa la pena. Una volta ultimata la strada, si è iniziato a restaurare il mulino, «prima abbiamo scoperto il tetto, che era in condizioni pietose. Poi la copertura è stata rifatta con travi di legno e tavole di castagno, ricoperte da guaina impermeabilizzante. Alla fine, quale copertura, sono state posate le lastre di pietra, le ciappe». Per consolidare i muri di sasso, che in alcuni punti avevano spanciato, si è proceduto a stuccare con cemento. «Abbiamo poi recuperato le macine, rotte da ignoti, e rifatto il camino, presente all'interno. Sono stati pure ricostruiti i serramenti». Il lavoro più difficoltoso è stato quello di ricostruire il sistema di macinatura, «la tramoggia, l'orserino (albero girante sul quale sono innestati i coppi, ndr), ed il posizionamento delle macine in sasso - conclude l'ingegnere - siamo riusciti nel nostro intento grazie anche alla esperienza di validi artigiani del luogo». Ed infatti, una delle unicità di questo intervento è l'impiego di cognizioni ed a capacità di persone che ancora oggi hanno conservato gli insegnamenti ricevuti dai loro avi, molti infatti, hanno raccontato durante i lavori, avevano visto funzionare regolarmente i mulini rurali del tipo di quello restaurato. Per aumentare il comfort dei visitatori è stata realizzata un'area pic-nic, con sedie in sasso ed i tavoli realizzati con le vecchie macine rotte. Una di queste è stata utilizzata per il «Monumento all'ignorante», che da domenica starà a ricordare «l'empio atto compiuto da ignoti per scoprire se le macine, di sasso verde, contenevano smeraldi...».
A memöria du Murèn Vecciou de Castignöra (la memoria dell'antico mulino di Castagnola, ndr), è il titolo del libro che racconta come si è riusciti a far rivivere un antico mulino del 1665. «Questo è propedeutico ad un documentario video che stiamo realizzando - spiega il presidente Agogliati - l'intento è quello di lasciare ai posteri una testimonianza del lavoro dei loro avi, spiegando anche il significato che questi mulini rurali rivestivano per la loro esistenza». Scorrendo le pagine viene, infatti, spiegato quali sono stati i protagonisti (a fondo pagina c'è l'elenco dei volontari, ndr), e le varie fasi di lavoro che hanno portato al restauro conservativo e funzionale del mulino. «Il libro abbiamo voluto dedicarlo ai giovani della valle che ci hanno lasciato, ma che con noi continuano a vivere nelle tradizioni della nostra montagna» ricorda Agogliati.
La navetta per il mulino Per agevolare il raggiungimento del Mulino Vecchio, la Asc ha predisposto un servizio navetta, con un autobus della ditta Autoservizi Ballerini di Marsaglia. La prima corsa è alle 13.30, partendo dal distributore IP di Agogliati a Salsominore. Quindi chi vorrà raggiungere il luogo della cerimonia, può lasciare l'autovettura a Salsominore, dove è possibile trovare un comodo parcheggio. Per raggiungere il paese della Valdaveto, partendo da Piacenza, si segue la statale 45 direzione Bobbio. Proseguendo, direzione Genova, a Marsaglia, dopo il municipio, si svolta a sinistra direzione Chiavari. Percorsi circa 10 chilometri si arriva a Salsominore. Il distributore è quasi in fondo al rettilineo che attraversa tutto il paese.
02/12/2003 14.53.46
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