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Viaggio indietro nel tempo in Val Luretta
tratto da "Libertà di Parola" - 10.05.2001
"...E il nostro viaggio ideale potrebbe iniziare alla base delle colline di Vidiano e Montecanino, lungo un percorso che, lentamente discendendo, ci condurrà dai 199 metri di quota di Cantone, ai 168 di Guadernago, ai 152 di Grintorno, fino ai 131 della Bastardina. Così, questa teoria di minuscoli paesi (o di grandi "cascine") ci guida, con dolce lentezza, attraverso un susseguirsi di paesaggi tanto semplicemente familiari quanto sorprendentemente suggestivi. Alla nostra sinistra lo sguardo nelle giornate limpide raggiunge, ben oltre il greto del torrente Tidone, le alte colline di Corano e quelle più basse ma splendidamente turrite di Castelnuovo. A destra, invece, ci possiamo soffermare su di un armonico susseguirsi di valloncelli e di forre dalla ricca, rigogliosa vegetazione naturale che si articola con la mirabile tessitura di campi coltivati e di piccolissime case coloniche ancora ben conservate e pienamente attive. Risaltano poi, in questo ricco contesto ambientale, le tante piccole chiese sei-settecentesche che sembrano volerci riconsegnare la fede, semplice ed autentica, di chi abitò questi luoghi in un non lontanissimo e pur distante passato. Giunti a questo punto, superato il tempietto ottagonale che segna, impreziosendolo, il piccolo cimitero di Grintorno, ancor prima di scoprire la suggestiva e un po' misteriosa sagoma di un antico casino di caccia, ci troviamo di fronte al "cuore verde" della media Val Luretta, a quel Bosco della Bastardina che ci riporta ad un clima ambientale davvero antico e ancor oggi stupendamente conservato. Ed entriamo così nella parte più intima e più nobile del nostro ideale, che nella Bastardina, in Tavernago, in Sarturano e in Montebolzone riconosce la sua essenza più vera. Ma colpisce soprattutto il fatto che, in così breve spazio, in soli 9 km circa di percorso, si possano contare le sedi di tanti antichi castelli, di tante antiche rocche o dei loro ruderi imponenti. A partire dai resti, davvero suggestivi, del fortilizio di Buriona (sec. XIV-XV) e del castello, meravigliosamente conservato, della Bastardina (sec. XV), fino alle vestigia, ormai inglobate in alcune case rurali, dell'altro fortilizio di Sarturano (sec. XIV) e all'imponente torrione del castello di Montebolzone (sec. XIII). Mentre, dall'alto delle colline che legano, non solo fisicamente ma anche idealmente, Cantone ad Agazzano, sembrano vegliare su di un lontano passato, la mole quadrangolare del castello di Boffalora (sec. XIV-XV) e la solida torre cilindrica del castello di Castano (sec. XV). Certo, giunti a questo punto, gli itinerari potrebbero moltiplicarsi assai piacevolmente, dipanandosi lungo la rete di stradine (le antiche, alternative e un po' arbitrarie vie interponderali) che ci portano da Sarturano di nuovo verso Cantone, oppure da Montebolzone a Rivasso, attraverso un inattego vallone, profondo e verdeggiante, quand'è stagione, di salici e di quercioli, oppure, ancor più giù, fino alla pianura, che ci accoglie col rigore architettonico della Villa neoclassica di Tavernago o con le suggestive dimore di campagna sei-ottocentesche e con le aziende agricole tradizionali della splendida località di Costa di Casaliggio, un vero gioiello di urbanistica rurale..."
Emilio Curtoni [Segnala questa pagina]
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