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Itinerari > Arrampicate in Appennino
Da Groppoducale a Monte Penna

All rights reserved to legal owner.Meno noto e imponente del gigante omonimo che sorge tra la nostra provincia e quelle di Genova e Parma, e dal quale si diramano le valli del Taro e del Ceno, esiste un Monte Penna tutto piacentino la cui più modesta altezza di 1.199 metri riserva ai visitatori un'accoglienza di sapore ancora vagamente collinare.

Questo a dispetto della parete verticale che mostra al paese di Groppoducale, a metà della salita tra Bettola e Prato Barbieri, perché dal versante di Montelana è agevolmente accessibile.
La sua cima è quasi perfettamente allineata alle altre, più famose, dei monti Santa Franca, Menegosa e di Lama, distribuite verso sudest, ed è facilmente individuabile grazie a un'alta croce di metallo.
Invisibile invece dal basso, arretrato com'è rispetto allo strapiombo e accostato al bosco, un rifugio offre riparo dalle intemperie.
Si tratta di una recente costruzione in legno, semplice e, proprio per questo, molto rispettosa dell'ambiente; non contiene letti (almeno al momento in cui queste righe vengono scritte), ma è attrezzata con una stufa; appesa a una parete c'è anche una cartina in scala 1:50.000 della zona.

Persone volonterose provvedono di frequente a depositare nella casetta una buona scorta di acqua e viveri a lunga conservazione; non è mai superfluo raccomandarne l'utilizzo solo in caso di reale necessità.
Il segnavia è presente con assiduità e guida l'escursionista per quasi tutto il percorso, lasciandolo soltanto nel tratto asfaltato tra Costa e Cordani, dove sarebbe del tutto inutile. La sua collocazione è poco felice solo in prossimità di due svolte non evidenti: poco dopo l'inizio del tragitto e nel primo tratto di discesa dopo aver raggiunto la vetta.
In questi due casi una distrazione potrebbe costringere a tornare sui propri passi per qualche centinaio di metri, insospettiti dall'improvvisa scomparsa del bollo biancorosso.

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La mappa del sentiero



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