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Da Gazzoli al Monte Pillerone
Andare o venire dal “Mont Pirlon” non è mai stato impresa di cui vantarsi, almeno nei territori in cui è di casa il dialetto piacentino. Peccato che il Monte Pillerone goda di questa burlesca fama, perché di meriti, questa montagna con il complesso della collina, ne ha parecchi.
Poco più basso di 600 metri, è tuttavia un eccellente osservatorio sulla Val Padana e sulle Alpi che la racchiudono grazie alla sua posizione privilegiata. È infatti una delle prime alture che si incontrano risalendo il Trebbia lungo la sua sponda sinistra e, in quanto tale, dalla sua vetta lo sguardo verso nord non incontra ostacoli. Fortuna vuole, inoltre, che proprio sulla cima una radura a mo' di chierica crei uno spiraglio nel bosco che accompagna quasi fino alla fine chi vi sale, conferendo ulteriore ampiezza al panorama.
Durante la marcia si transita attraverso l'abitato di Pillerone che, per altra strada, è raggiungibile con l'automobile. Ne tenga conto chi, rinunciando all'itinerario ad anello qui suggerito, volesse accorciare la semplice ascesa alla vetta, rinunciando però alla scoperta del suggestivo fondovalle scavato dal torrente Guardarabbia.
Considerate le modeste quote in gioco, il percorso è praticabile tutto l'anno; se si amano i fiori, però, la scelta più felice è quella del periodo compreso tra marzo e giugno, quando è facile incontrare, nel sottobosco come nei prati, splendidi esemplari di orchidea purpurea. [Segnala questa pagina]
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Il greto nascosto del Guardarabbia Il percorso: come arrivare e l'escursione a piedi
La scheda La mappa del sentiero e le caratteristiche
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