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Da Chiarone al Monte San Martino
Nella sua breve discesa verso il Tidone, nel quale confluisce poco a est di Pianello, il Torrente Chiarone, nel tracciare il proprio corso, incontra e taglia perpendicolarmente a metà una valle che gli esperti definiscono “a canoa” per la sua curiosa conformazione, originata da un'erosione che lavora incessantemente dalla notte dei tempi.
Prua di questa insolita imbarcazione, per mantenere un linguaggio immaginifico, è il rilievo sul quale aggrappa le sue fondamenta la Rocca d'Olgisio. La sua importanza storica e architettonica l'ha già eletta meta di un'altra escursione (si veda l'itinerario “Da Chiarone a Rocca d'Olgisio”).
Il centro dell'attenzione, in questa sede, è invece il Monte San Martino. Lo separa dall'altura della rocca il Rio Tinello, piccolo affluente di sinistra del Chiarone. Alto 494 metri, è ammantato di fitti boschi, ma il cocuzzolo riserva una sorpresa: è costituito da due macigni contrapposti in mezzo ai quali transita il sentiero. È un passaggio davvero angusto in cui, per una ventina di metri, si deve camminare di traverso, togliendosi lo zaino dalle spalle, ma non presenta nessun pericolo e conferisce alla camminata un che di avventuroso.
Lungo la discesa si incontrano sorprendenti macchie di fichi d'India nani, tipici della zona. E quasi al termine del tragitto si arriva a una chiesetta nella quale è posta una statua della Madonna di Lourdes. [Segnala questa pagina]
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Nelle fauci della montagna Il percorso: come arrivare e l'escursione a piedi
La scheda La mappa del sentiero e le caratteristiche
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