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Guida dell'Espresso, Piacenza avanza
L'edizione 2010 della Guida de L'Espresso sui Ristoranti d'Italia prende atto della crisi che ha segnato l'attività (e spesso il destino) di molti ristoranti italiani.
Ma la Piacenza gastronomica d'elite resiste e, seppur con qualche punteggio in altalena (tre locali che segnano un aumento dei voti, contro due che hanno visto una riduzione), mette a segno una decisa crescita del numero di locali segnalati: 19 contro i 14 dello scorso anno (e due in più anche dell'edizione 2008).
Un successo: visto che a livello nazionale le defezioni sono state numerose e i voti si sono mediamente abbassati quasi di un punto. I nuovi ingressi sono sei, contro una sola cancellazione.
Migliori - Due locali piacentini, poi, sono stati inclusi nel'elenco dei "migliori d'Italia": l'Antica Osteria del Teatro (con due cappelli e un punteggio di 16,5) e La Palta di Borgonovo (un cappello e 15,5 punti). Diversi locali sono poi stati premiati con il simbolo del bicchiere (per «la cura nella ricerca e nel servizio dei vini, internazionali, nazionali o locali»), del fiore («un locale nel quale l'insieme di cibo, vini, servizio e ambiente contribuisce a creare una situazione di particolare "piacevolezza complessiva"») e della bottiglia («locali nei quali il vino è protagonista e il cibo cucinato è subordinato al vino»).
L'Antica Osteria del Teatro e La Palta fanno poi ovviamente parte anche dell'elenco dei migliori ristoranti dell'Emilia-Romagna, elenco che comprende con merito anche altri due locali piacentini: Da Giovanni di Cortina di Alseno e Trattoria Riva di Pontedellolio, entrambi con 14,5 punti. Tutti e quattro i locali hanno visto confermati i punteggi loro assegnati lo scorso anno.
RISOTTI, MORTADELLE E PERSONALITA' -Filippo Chiappini Dattilo e la sua Antica osteria del teatro sono anche stati segnalati per aver ideato uno dei 53 "risotti dei migliori ristoranti d'italia" scelti da Riso Gallo. E lo stesso chef è pure protagonista di una pubblicità "istituzionale" della Negroni articolata in un "Giro d'Italia in 21 panini d'autore". In particolare Chiappini Dattilo propone un panino ("La mortadella va a teatro") con pane casareccio, zucca affettata e bollita, formaggio caprino, erbe aromatiche, insalata misticanza, aceto balsamico di Modena e ovviamente mortadella. Nell'Antica osteria del teatro (oltre ai due cappelli, simboli del fiore e del bicchiere; 100 euro il prezzo medio indicato dalla Guida), «Filippo Chiappini Dattilo - scrivono i curatori della Guida - non "crea", non "inventa": mette al centro il prodotto e attorno costruisce il piatto declinando passato e presente, suggestioni, usi, tecniche, aggiungendo una nota personale, un tocco minimo spesso decisivo, sempre funzionale del tutto».
PASSIONE - De La Palta di Borgonovo di Isa Mazzocchi (oltre al cappello anche un bicchiere; 60 euro) si ricorda che «passione e senso del gusto qui sono di casa». «In più - si aggiunge - c'è una grande sensibilità per le cotture, sempre indovinate, e tanta leggerezza, sia quando si tratta di rileggere la tradizione, senza mai snaturarla, sia quando si seguono nuove intuizioni». Degni di citazione un «piccione servito su un'insalatina croccante con salsa d'arancio e un tocco di Campari», i «raviolini di carne con porcini e crema di prezzemolo dell'orto» e «il baccalà avvolto in una pastella che pare una crepe».
SAPORI - Il ristorante Da Giovanni di Cortina di Alseno (prezzi 50-58 euro), premiato anche con un bicchiere, viene omaggiato per «l'aria antica e ospitale della trattoria» e per «la tradizione piacentina e moderne proposte di pesce». Un cenno particolare alla cuoca che «fa dell'equilibrio la carta per esaltare i sapori delle materie prime, mette in mostra moderata fantasia, sempre cotture puntuali» Del Ristorante Riva di Pontedellolio (un bicchiere; 65 euro; citazioni tra i "Jeunes restaurateurs d'Europe" e nelle "Tavole della birra" cioè i ristoranti dove, oltre al vino, in tavola è protagonista anche la birra) viene invece esaltata la «cucina attenta ai sapori e al territorio, centrata negli accostamenti senza eccedere nello sperimentalismo», con «la mano della cuoca che si esprime al meglio sugli antipasti e i primi», oltre a «sfiziosi dolci» e a una «carta dei vini non priva di chicche».
CITTA' - In città, oltre all'Antica Osteria del Teatro, sono segnalati anche numerosi altri locali. Con 14 punti spiccano "Suggerimenti" di viale Malta (mezzo punto in più dell'anno scorso; un bicchiere, 55 euro; «Il locale e soprattutto la cucina che non ti aspetti nella gastronomicamente placida Piacenza», con una «vulcanica personalità del giovane ma navigatissimo titolare che nel locale e nei piatti esprime la sua straripante voglia di fare e di stupire») e con 12,5 punti il nuovo ingresso Trattoria San Giovanni di via San Giovanni (35 euro; «Piatti tipici piacentini e tocchi riusciti di creatività, il tutto sostenuto da buone materie prime e mano leggera nei condimenti»). Come "enotavola" è inoltre indicata anche quest'anno la Taverna del gusto di via Taverna (salvadanaio, bottiglia; 25 euro; «Qui si assaporano prodotti tipici, formaggi e salumi in primis, ma anche qualche piatto semplice, sorseggiando un buon bicchiere di vino»). Infine brevi citazioni per altri tre nuovi ingressi: l'Osteria del Morino di Roncaglia, l'Osteria del Trentino di via Castello e la Vecchia Piacenza di via Taverna.
PROVINCIA - Robusto è l'elenco degli altri locali che la Guida ha messo in rilievo nel territorio della provincia. A quota 14 punti ci sono il Nido del Picchio di Carpaneto (mezzo punto in più; un bicchiere; 60 euro; «L'impressione di piacevolezza delle eleganti sale, una riscaldata dal fuoco del camino, continua grazie a una serie generosa di appetizer e a una cucina che, senza fare voli pindarici, soddisfa grazie a materie prime di qualità e alla grande sensibilità del cuoco per le cotture») e La Colonna di San Nicolò di Ettore Ferri (punteggio confermato; 60 euro; «L'esperienza del proprietario la troverete in piatti costruiti con mano sicura e cotture lievi» oltre che in una «ben costruita carta dei vini con ricarichi corretti»). A quota 13,5, invece: la Fiaschetteria di Besenzone (mezzo punto in più; 70 euro; «La cucina, pur mantenendosi innovativa, ha subito una positiva evoluzione allontanandosi da una ricerca fatta per stupire e si è alleggerita nelle preparazioni»); la Locanda del falco di Rivalta di Gazzola (punti confermati; un bicchiere, 45 euro; «un locale di cucina tradizionale attenta all'oggi e alla necessità di coniugare sapore e leggerezza»). Leggermente più in basso, a 13 punti, si attesta Faccini di Sant'Antonio di Castellarquato (punteggio confermato; simbolo del salvadanaio per il buon rapporto qualità prezzo, 30 euro; un ristorante che è «tappa obbligata per famiglie che, alla domenica, santificano la festa in trattoria»), mentre due locali hanno ottenuto 12,5 punti. Si tratta della nuova segnalazione Le giare di San Pietro in Corte secca di Monticelli (50 euro; «Semplicità, atmosfera familiare e decoro degli arredi per una cucina che, non dimentica dei piatti piacentini, predilige però il pesce») e dell'Antica Osteria della Pesaalla Scottina di Cadeo (un punto in meno; 60 euro; «la carta dei cibi ha una parte dedicata alla tradizione, da cui poter attingere»). A quota 12, la Guida segnala "Le proposte" di Corano di Borgonovo (mezzo punto in meno; 35 euro; «Una cucina semplice e di tradizione», con risultati «onesti» e una «buona» cantina) e la nuova entrata Il Mediterraneo di Rottofreno (60 euro; «Spirito del sud e preparazioni di chiara impronta mediterranea, all'insegna della semplicità e di abbinamenti collaudati»).
09/10/2009 10.38.47
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