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SARIANO - In carcere per lesa maestà Castelli Piacentini : Per sfuggire alla peste manzoniana i proprietari del castello vi si rinchiusero dentro
Accadde nel 1656 a Bartolomeo Pallastrelli, reo di aver scritto un libro diffamatorio contro il duca Ranuccio (scampò miracolosamente alla pena di morte)
Mentre la località viene ricordata come Satrianus nella Tavola Alimentaria Veleiate e nel'800 come Saderiano e ancora con lo stesso nome nel 1314, a proposito di un episodio legato alla lotta dei Visconti contro i centri piacentini guelfi, il fortilizio appare solamente in un atto del 12 luglio 1371. Nel documento, Bartolomeo, Giovanni, Cristoforo e Franceschino Pallastrelli, alla presenza del Podestà di Piacenza, s'impegnavano a non accogliere, nel loro castello di Sariano, per nessuna ragione, né banditi, né ribelli; se ciò fosse avvenuto, avrebbero dovuto consegnarli immediatamente al podestà cittadino. Undici anni dopo Antonio e Stefano Pallastrelli cedettero metà del fortilizio con quello che conteneva -armi e mobili- e tutte le fortificazioni e giurisdizioni ai cugini comproprietari. All'epoca della dominazione pontificia (1515), Giovanni Marco Pallastrelli ottenne la conferma dell'investitura del feudo di Sariano dal Governatore pontificio di Piacenza, mons. Goro Gheri. Nel 1630, mentre nel nostro territorio e in tutta l'Italia settentrionale infieriva la peste, i Pallastrelli si rinchiusero nel castello di Sariano che -sei anni più tardi- subì gravi danni ad opera delle soldatesche spagnole. Con decreto di Ranuccio I Farnese, datato 1° aprile 1656, venne emesso ordine di confisca di tutti i beni appartenenti a Bartolomeo Pallastrelli, detenuto nelle carceri di Piacenza sotto l'imputazione di lesa maestà, per avere egli scritto e diffuso un libello diffamatorio contro il duca Ranuccio, verso il quale aveva motivi di risentimento, avendo egli respinto la domanda di arruolamento nell'esercito giudicandolo scostumato e mentitore. Grazie all'intervento di influenti persone, il Pallastrelli evitava la condanna a morte già decretata dal tribunale. In seguito, sua moglie, Camilla Arcelli, per riavere parte dei suoi beni, confiscati unicamente a quelli del marito, dovette sostenere una lunga e complicata causa risoltasi infine a suo favore. Il castello, posto in posizione dominante, sembra abbia avuto origine da un poderosa torre a base rettangolare in pietra, inglobata nella struttura attuale e tuttora bene evidente sul lato occidentale. In seguito fu ampliata e coronata di merli.
COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza per Carpaneto e quindi per Gropparello (23 km dalla città). [Segnala questa pagina]
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