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CORANO - Una fortezza fra i vigneti

Castelli Piacentini : All rights reserved to legal owner.Alcune stanze decorate da Luigi Arrigoni (che vi ebbe lo studio)

Del fortilizio, che si trova alla sommità di una collina circondata dalle generose viti della Val Tidone, non si conosce la data di fondazione, ma le cronache annotano che nella seconda metà del secolo XII venne distrutto dalle milizie di Federico Barbarossa e che nel 1241 re Enzio, ne smantellò le mura dopo aver sopraffatto la guarnigione guelfa.
Nel 1372 durante la guerra fra Galeazzo II Visconti e Amedeo VI di Savoia, truppe pontificie, alleate di quest'ultimo invasero la Val Tidone impadronendosi di numerosi castelli, fra cui Corano, che tuttavia tennero per pochi mesi in quanto l'anno successivo le forze viscontee rioccuparono tutto il territorio.
Nel 1417 il conte di Carmagnola Francesco Bussone, inviato nel piacentino dal Duca di Milano per fiaccare la potenza degli Arcelli, si portò in Val Tidone e il 16 maggio bruciò il fortilizio di Corano, che venne poi ricostruito e potenziato nel 1453.
Il castello, di non vaste dimensioni, è impostato su pianta trapezoidale e costituisce un esempio raro per il piacentino di fabbricato monoblocco.
Sul lato minore s'innalza la torre, forse più antica, con base notevolmente scarpata e che presenta tracce dello scomparso ponte levatoio.
All'interno alcune stanze furono decorate da Luigi Arrigoni (1896-1964), considerato uno degli artisti più rappresentativi della pittura piacentina della prima metà del secolo e che vi ebbe lo studio fin dagli inizi della sua carriera.

COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza per San Nicolò, Borgonovo, Pianello. Arrivati a Castelnuovo Val Tidone si trova la deviazione a destra per Corano (30 km dalla città).

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