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SARMATO - Il castello dei barbari Sàrmati Castelli Piacentini : Furono loro, secondo una suggestiva ipotesi, a dare il nome alla fortezza e quindi al paese
Nel Trecento fu di Gottardo Pallastrelli, patrizio piacentino che si prese cura di San Rocco colpito dalla peste. Vi ha soggiornato re Costantino di Grecia
Fondato, secondo una suggestiva ipotesi, dai barbari Sàrmati, che le avrebbero dato il nome, la località ebbe una funzione strategica di primaria importanza, posta com'era sulla via Emilia, a poca distanza dal Po e da Castelsangiovanni, che rappresentava l'ultimo baluardo piacentino contro i Pavesi. Fra le mura del suo castello, si radunarono nel giorno di Pentecoste del 1216, le milizie piacentine e milanesi che poi conquistarono sulle alture attorno a Rovescala i fortilizi presidiati dai Pavesi. Sarmato e altri luoghi della Val Tidone e del contado piacentino, vennero gravemente danneggiati dalle truppe di Ubertino Landi (1270). Non si sa con precisione chi furono i primi proprietari del castello. E' tradizione che nel Trecento fosse in possesso di Gottardo Pallastrelli, il patrizio piacentino che si prese cura di San Rocco quando fu colpito dalla peste e che, successivamente, vendette i suoi ampi possedimenti che giungevano sino alle porte della città, mutando vita, tanto che divenne egli stesso santo. A Sarmato ancora oggi è vivo il culto di San Rocco e si indicano la grotta in cui si sarebbe rifugiato, l'apertura attraverso cui il suo cane entrava nelle cucine del fortilizio a prendere il pane, e la fonte a lui dedicata. Il fortilizio va posto in relazione con l'antico nucleo del paese con cui forma un "unicum" di notevole interesse, anche se certi edifici, in parte, sono stati modificati. Lì il borgo, a pianta pressochè rettangolare, si sviluppa su due strade perpendicolari; le mura, anche se smozzicate, sono ancora bene evidenti. Il castello vero e proprio rivela una forma ad U su cui si articolano corpi di fabbrica in mattoni dominati dal mastio quadrato. Il corpo più antico (la rocca) situato ad occidente, risulta più alto con muri di maggiore spessore e presenta una decorazione a denti di sega e tracce di finestre archiacute ora murate. Gli altri fronti danno sul giardino interno alle mura; quelli a nord e ad ovest sono coronati da una serie di merli murati. Una torre a pianta esagonale, piuttosto rara, si erge allo spigolo da essi formato. Si entra nel castello da sud, attraverso l'arco ogivale di un rivellino coronato da merli e dotato di una porta pedonale, entrambi un tempo muniti di ponte e passerella levatoi. Il fortilizio è fiancheggiato da due contrafforti, posti rispettivamente a ovest e ad est; quest'ultimo è stato restaurato a cura del Comune di Sarmato. In una relazione del 1803 inviata a Moreau de S. Méry si legge che la rocca era cinta da mura della lunghezza di 332 braccia a mezzogiorno e 24 a settentrione. Nell'interno erano 52 case e due pallagi con torre per l'orologio di braccia, 264 prigioni e piazze. Nell'ottobre del 1922 nel castello soggiornò il re di Grecia, Costantino I, ospite di Paola di Ostheim, principessa di Sassonia-Weimar.
COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza lungo la via Emilia Pavese (17 km dalla città). [Segnala questa pagina]
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