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SEMINO' - Caposaldo strategico Castelli Piacentini : Costruito per difenderci dalle scorrerie dei Pavesi
Fu probabilmente la prigione di prelati e ambasciatori pontifici catturati da Federico II di Svevia
La fondazione del castello di Sanctum Miniatum risalirebbe ad epoca anteriore al Mille, stando ad un documento del 1027 in cui si ricorda una chiesa di Santa Mostiola, che appunto sorgeva nei pressi del fortilizio. Nel sistema difensivo della zona occidentale piacentina -unitamente ad altri castelli della Val Tidone e sue adiacenze- assolveva certo le funzioni di caposaldo strategico contro le numerose scorrerie dei Pavesi. Secondo alcune tradizioni, a Seminò sarebbero stati tenuti prigionieri numerosi prelati ed ambasciatori pontifici, catturati da Federico II di Svevia mentre si portavano al Concilio di Lione; nella località sarebbe pure stato accecato Pier delle Vigne, segretario dell'imperatore stesso. Di certo il castello fu occupato dalle truppe di Federico II nel 1249. Nel 1347 il fortilizio e feudo di Seminò apparteneva già ai Leccacorvi, il cui capostipite si era particolarmente distinto a fianco di Carlo Magno durante la battaglia di Mortara. Le cronache ricordano che nel novembre del 1372, nel corso delle controversie fra Galeazzo II Visconti e il papa Gregorio XI, le truppe di quest'ultimo, al comando di Giovanni Acuto invasero la Val Tidone mettendola a ferro e a fuoco. Lo stesso castello di Seminò dopo parecchi assalti fu costretto a capitolare. Nel 1597, estintasi nel marchese Lodovico la famiglia Leccacorvi, il feudo d'autorità venne avocato al patrimonio farnesiano, che lo cedette agli Scotti di Montalbo. OGGI - Il castello, ancora ben conservato, presenta una struttura inconsueta essendo costituito da due corpi di fabbrica paralleli. Quello a oriente, verso il cortile è munito di un portico al piano terreno e di una loggia al piano superiore, entrambi a sette fornici. Quello ad occidente è meno profondo; per certe "chiamate" si può ipotizzare che dovesse essere costruito un altro corpo di fabbrica tale da dare all'edificio una pianta ad U aperta; oppure che agli angoli si volessero erigere delle torri. L'ingresso principale era raggiungiblie per mezzo di un'ampia gradinata in laterizio. Verso il lato di settentrione si sviluppava un tempo un recinto murato abbattuto nel secolo XVII per ottenere il materiale necessario alla costruzione di una nuova chiesa nei pressi di Montalbo.
COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza per Borgonovo e quindi per Seminò (27 km dalla città). [Segnala questa pagina]
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