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BOFFALORA - Uno dei più suggestivi manieri del Piacentino

Castelli Piacentini : All rights reserved to legal owner.Una lapide ricorda che ospitò Maria Amalia di Borbone (moglie di don Ferdinando) nel 1773

Nei documenti antichi il fortilizio era chiamato "Flatus aurae"


Di questo fortilizio (chiamato Flatus aurae nei documenti più antichi), nel 1412 divennero signori gli Arcelli, tra i più importanti feudatari delle vallate del Tidone e del Luretta.
Nel 1699 tanto il feudo che il fortilizio furono avocati dalla Ducale Camera che successivamente (1700) li cedette al marchese Francesco Casati e a suo figlio Bartolomeo. Questa signoria durò pochi anni. Infatti nel 1704 Bartolomeo Casati fu accusato di gravissimi reati e perdette tutti i beni. Tra l'altro venne incolpato di aver fatto battere moneta ad una lega carente; di aver rimodernato il castello di Boffalora usufruendo dell'opera forzata dei contadini; di averlo arredato riccamente con mobili della reggia, da lui in precedenza svenduti (avvalendosi della carica di maggiordomo del duca Francesco Farnese) e di averli poi ricomprati di nascosto, a basso prezzo. Il Casati sfuggì alla cattura rifugiandosi nella chiesa di S. Vincenzo in Piacenza. Fu condannato a versare all'erario, nel termine di dieci anni, la notevole somma di 12mila doppie.
Nel 1773 il castello ospitò Maria Amalia di Borbone, moglie di don Ferdinando e, a ricordo del fatto, venne murata sopra la porta d'ingresso del fortilizio una lapide in marmo con le parole "Castrum hoc Boffalorae coeli temperie loci amoenitate aedium amplitudine elegantia et comoditate iam satis commentadatum Maria Amalia Augusta, ospite quarto nonas septembris". Il complesso, posto fra i torrenti Luretta e Tidone nella zona pedecollinare, è uno dei più suggestivi del piacentino. Impostato su schema a pianta rettangolare, è munito di cinque torri, di cui quattro angolari, di diversa dimensione e forma, e una d'ingresso sul fronte principale, orientato a nord-ovest. L'intera struttura muraria è in ciottoli, tranne gli sporti realizzati in mattoni. Nell'interno si notano un cortile con portico a pian terreno, e una loggia al piano superiore, entrambi a tre fornici, di stile settencesco. Di un certo interesse gli ampi saloni del primo piano con soffitti in legno a cassettoni e le volte delle scale affrescate con motivi policromi. All'esterno del castello si trova l'oratorio, rimaneggiato nei secoli, che presenta una originale struttura a due piani sovrapposti, entrambi dotati di altare.

COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza per Gossolengo, Tuna, Gazzola, Agazzano e quindi lungo la strada per Pianello fino a Boffalora (25 km dalla città).

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