L'Abbazia di
Chiaravalle della Colomba

La Basilica

Transetto

L'antica facciata, visibile nella parte alta, e preceduta dall'avamportico trecentesco; permane tuttavia la struttura a salienti e la corona degli archetti pensili. Il più tardo rosone vi si incastona armonicamente. L'avamportico, con le sue triplici luci, rafforza il carattere simbolico trinitario della pianta basilicale; sotto le sue volte, prima dell'accesso nella chiesa, si trova un'arca tombale che fu a lungo reputata sepolcro di Oberto Pallavicino, ed ora invece dei primi Abati.

L'interno, terminato agli inizi del '200, ci mostra la vera primizia dell'architettura cistercense in Italia, dai severi caratteri borgognoni, con il gioco espressivo delle nervature e i grandi costoloni pensili. Le proporzioni sono piuttosto vaste: 65 metri di lunghezza, 20 di larghezza e oltre 20 di altezza. Queste misure confermano la presenza di un gran numero di monaci sin dagli anni della fondazione. L'impianto romanico a tre navate si sviluppa in altezza secondo un precoce carattere di transizione al gotico. San Bernardo, nemico della «ridicula monstruositas» del bestiario medioevale, impose una architettura essenziale, priva di sculture e di decorazioni. La navata centrale si sviluppa per quattro grandi campate e l'edificio sacro termina - in conformità al modello abbaziale - con coro e transetto. Le finestre attuali, più ampie, non corrispondono a quelle primitive.

La «legenda» della piantina identifica le cappelle più importanti della Basilica. Nel coro e visibile il dipinto murale di scuola raffaellesca che si trovava nell'Aula Capitolare. Negli stipiti delle cappellette del transetto si scorgono, incassati nel muro, quattro pregevoli ritratti di santi: San Benedetto, Santo Stefano, i Santi Pietro e Paolo, e Santa Maddalena.

Dal transetto destro parte la scala che comunicava direttamente con il soprastante dormitorio dei Monaci coristi.


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